REEL, MALEDETTO REEL!

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COS’È UN DEMO REEL E COME USCIRNE VIVI:

Questo sarà breve ed indolore, giusto per completare quanto scritto nel precedente post. In pratica avete scelto di diventare compositor e state cercando di spiegare a tutti che non centra nulla la musica, vi siete preparati in una scuola/accademia/autodidatta e ora? Ora bisogna guardarsi in giro e promuoversi come artisti nella speranza di trovare un lavoro ed essere pagati per produrre la propria arte. Forse parlare di “arte” quando si inizia in questo settore non è la scelta più appropriata, ma sorvoliamo e gonfiamo un po’ il petto, siamo artisti giusto?!? Mah… In ogni caso il modo migliore (ed universalmente adottato) per fare domanda in uno studio di post produzione, anche se non necessariamente di vfx, è di presentare il famigerato reel o demo reel o show reel, le declinazioni sono molteplici, ma il succo è lo stesso: Si tratta del caro vecchio portfolio dove andremo a mostrare in un lasso di tempo relativamente contenuto quello che sappiamo fare e quanto bene lo sappiamo fare.

L’idea è quella di realizzare un breve video della lunghezza di un 1′:30” o 2′:00” in cui si presentano in successione gli shot ai quali abbiamo lavorato, evidenziando di cosa ci siamo occupati nello specifico e magari (ma non necessariamente) mostrando un “break down“, cioè una “decostruzione” del risultato finale nei vari passaggi che sommati tra loro hanno prodotto lo shot definitivo. E qui sorge il primo dilemma: “Ma dunque per cercare lavoro devi mostrare una raccolta dei tuoi lavori? Ma che cazz…” Capisco lo sconforto e la confusione, mi ci ritrovo tutt’ora, ma non panichiamo! Spesso le scuole o accademie di arti visivi prevedono un progetto finale che consisterà de facto nella reel dello studente, quindi nel caso vi steste formando in una struttura qualificata non preoccupatevi e chiedete ai vostri referenti se il materiale didattico possa eventualmente essere adoperato per il vostro portfolio. “E se mi fossi preparato con un corso online che non prevede materiale didattico per la reel? Mollo tutto e faccio l’idraulico?” Considerando la richiesta di idraulici direi quasi di sì, ma supponendo di essere mossi da profonda passione per gli effetti visivi digitali vi direi di non panicare e di cercare strade alternative, come ad esempio cimentarsi in progetti personali che inevitabilmente compongono la maggior parte del portfolio di un compositor junior, ma che sono comunque visti di buon occhio dai recruiter perché dimostrano l’interesse di mettersi alla prova con tecniche e metodiche che altrimenti non si sarebbe stati in grado di sperimentare. Dico questo perché il mio insegnante me lo ha suggerito, quindi invece di questuare un lavoro senza avere nulla di concreto da mostrare, conviene spendere del tempo (e non poco) per preparare qualcosa di personale. Non sarà targato Double Negative o MPC, ma chissene frega, dimostra quello che sappiamo fare ed è questo quello che conta e che mi ripeto ogni volta che voglio aggiungere un tassello nuovo al mio portfolio. Altra soluzione è quella di cimentarsi in progetti “pro bono” e chiedere di poter adoperare il materiale per il proprio portfolio.


” Secondo alcuni IL REEL è in realtà LA REEL. Tecnicamente REEL, in senso cinematografico, si riferisce alla bobina della pellicola, quindi ha senso il femminile, ma vedete voi”


Nota per Procrastinatori / Indecisi / Insicuri / Pigri e Perfezionisti: Avete tutta la mia compresione! Al momento attuale il mio reel è in fase di ultimazione e lo è dal 2015 circa. Non posso mettere bocca su come conlcudere un reel, ma ho maturato una discreta esperienza su cosa sia e quali siano le linee guida per un reel ottimale… il punto però è concluderlo e mostrarlo! Questo è forse l’unico suggerimento che sento di darvi perché lo do indirettamente a me stesso: Scordiamoci la perfezione! Cesellare il portfolio all’infinito, ritoccando i valori dell’edge blur fino a quando Nuke si rifiuta di rispondere e vi suggerisce di passare a Fusion non ci porterà da nessuna parte se non a sentirci frustrati ogni volta che ci ritaliamo un paio d’ore per lavorare al nostro portfolio. Questo è quello che mi sta succedendo, ho idee fantastiche, ma poi devo attuarle e la pigrizia si somma all’indecisione e al perfezionismo creando un mix letale che non mi farà di certo notare da un recruiter. Quindi la chiave è: Fare meno se necessario, fare bene e spedire anche se a nostro avviso non si è raggiunta la perfezione assoluta. Chiaramente è legittimo ed auspicabile mostrarlo a colleghi per avere feedback onesti prima di spedirlo in giro, ma credo che impuntarsi all’inverosimile nella speranza di raggiungere la perfezione sia esattamente ciò che non serva ad ottenere un lavoro.

RIFERIMENTI UTILI:

Di seguito lascio una lista di riferimenti utili per avere info dettagliate su come comporre un reel e quali siano gli standard richiesti dall’industria, spero possano esservi d’aiuto.

Direi che per oggi è tutto! Alla prossima

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