BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE DI UN COMPOSITOR ( O ASPIRANTE TALE)

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COSA TENERE A PORTATA DI COMODINO:

In una professione digitale, nulla conta di più di un riferimento solido, tangibile e che possa essere accatastato in malo modo sulla scrivania. Sto parlando del libro, tradizionale strumento d’apprendimento che gioca un ruolo non indifferente anche per la professione del compositor. E’ vero… ormai tutorial e workshop rappresentano la modalità preferenziale per imparare qualcosa, ma il vantaggio di un libro sta nell’avere un buon indice analitico che ti indirizzi esattamente a ciò che stai cercando senza il rischio di perderti nei meandri della rete (vedi “effetto wikipedia” dove inizi col cercare gli schemi di subsampling e finisci sulla pagina di Mata Hari)

Chiaramente anche qui la doverosa premessa è inevitabile: I was also in love with the English language.” (D.S)

In altre parole: familiariziamo con la lingua inglese o siamo fottuti! Purtroppo come è vero che pochissime sono le risorse online in italiano relativamente al compositing, lo è altrettanto se non di più per quelle bibliografiche. La buona notizia è che l’inglese tecnico, tipico di questi manuali, non è così inacessibile come potrebbe essere quello di un romanzo o di un film e con un buon dizionario (o Google Translate) si possono estrarre le informazioni più utili in modo abbastanza agevole.

Tutti i libri che elenco di seguito fanno parte della mia piccola biblioteca personale, alcuni si sono rivelati estremamente utili, altri un po’ meno, ma tutti hanno avuto qualcosa da trasmettere. Ripeto: Credo molto nel potere dei libri, sono un nostalgico, che vi devo dire?!? Il “consigliometro” per l’acquisto o meno dei testi va da 1 a 5  e ho linkato le copertine ad amazon solo perché ho effettuato tutti gli acquisti lì, ma immagino si possano trovare in altre librerie online… insomma, non sto facendo pubblicità ad Amazon, che se però stesse leggendo e volesse lasciarmi un obolo per il disturbo a me andrebbe anche bene! Iniziamo:

 


Questo testo è di fatto un glossario, un concentrato di termini relativi ai vfx (CG, Compositing, TD, Lighting ecc…) spiegati in modo dettagliato e con un’ eccellente bibliografia di riferimento per approfondire. Lo adopero quando incappo in qualche nome strano o in qualche sigla (in questo settore ce ne sono un’infinità, molte delle quali senza un senso apparente, ma bisogna adeguarsi). Non è molto aggiornato, quindi tutto il mondo della VR, stitching, stereo-compositing, deep compositing etc è solo accennato, ma comunque lo consiglio.. anche usato o kindle, visto che comunque lo si adopera proprio come riferimento e non come lettura vera e propria.

Consigliometro: 3


 

Questo è un libro che ho acquistato prima della mia trasfera a Sky Italia per un lavoro su un docu-film; avevo intenzione di documentarmi sulla pipeline delle produzioni cinematografiche, dalla stima dei costi di post produzione alla gestione delle risorse in campo, insomma, uno spaccato di come funziona la parte più gestionale dei vfx. In tutta onestà non è stato essenziale per la mia esperienza a Sky, perché il flusso di lavoro di molte produzioni italiane è ancora molto distante rispetto agli standard delle medie/grandi produzioni straniere, ma è comunque stato un acquisto interessante, soprattutto per quanto riguarda la stima dei costi (budgeting) e quali siano i punti focali che i producers individuano per realizzare preventivi a parecchi zeri. Il titolo parla chiaro: Il VFX producer (cioè quello che organizza, smista i lavori e mette in comunicazione le varie facilities per assicurare la chiusura del progetto in tempo e stando nel budget), va però detto che oltre a dare spunti su questo ruolo, il testo offre un’interessante introduzione sulla storia dei vfx, sull’evoluzione che stanno avendo e sull’impatto economico che hanno nella produzione di un film.

Consigliometro: 4


Questo è un testo magnifico e senza dubbio il più completo ed autorevole riguardo techniche e buone norme di lavoro nel settore dei VFX. E’ realizzato direttamente dalla VES (Visual Effects Society) quindi il contenuto è puntuale e preciso, con un robusto indice analitico (ricordo di averlo adoperato per un lavoro di clean up e mi ha aiutato parecchio ad orientarmi tra le quasi mille pagine). E’ un libro “software agnostico“, quindi non contiene ricette o procedure per ottenere un determinato effetto all’interno di un determinato software, per capirci: Contiene informazioni ad ampio spettro su praticamente ogni settore dei VFX, offrendo consigli e suggerimenti per migliorare la qualità del lavoro, con qualunque software si operi.  Chiaramente non si presenta in un formato leggero, è un bel tomo pesante e l’approccio agli argomenti è estremamente tecnico, quindi non ideale per chi si stesse avvicinando allo studio dei vfx, ma nel tempo può risultare una guida preziosa a cui fare riferimento nel momento del bisogno. Io lo consiglio perché in passato mi è capitato di imbattermi in un effetto che non sapevo come replicare, non mi andava di cercare online perché temvo mi sarei perso tra le decine di tutorial, così mi sono affidato al libro in questione e ne sono uscito vivo dopo qualche pagina di lettura.

Consigliometro: 5


Ho scelto di acquistare questo testo perché la mia ignoranza in fatto di grading e look era totale, avevo la necessità di creare un effetto “notte” e tutto quello che riuscivo a fare era crashare i blu, ottenendo la classica resa stereotipata ed irrealistica per cui, ogni cosa di notte, appare bluastra. Questo libro mi ha aiutato a capire che c’è del vero in questo luogo comune (cfr: Jan Evangelista Purkyně), ma che si può fare di meglio e in modo più preciso. Il testo è estremamente sintetico e si presenta come una guida operativa per ottenere alcuni tra i look più comuni nel mondo del cinema e delle serie tv. Il software a cui fa riferimento è, manco a dirlo, DaVinci Resolve, ma i passaggi proposti possono essere facilmente traslati in qualunque pacchetto di editing/compositing.  Ho apprezzato molto il formato compatto e l’approccio a “ricetta”, ma va anche detto che l’introduzione contiene un breve spaccato sulla teoria del colore, le differenze tra rappresentazione artistica e scientifica dei colori e che ogni look proposto è accompagnato da un cenno storico sul suo ottenimento quando l’era digitale era ancora un bel sogno e di quali siano stati i pionieri a proporre trattamenti dell’immagine molto audaci. Altro valore aggiunto non da poco: Dopo aver registrato il libro sul sito della Peachpit Press, è possibile accedere ad un’area di download da cui scaricare il materiale didattico con cui fare pratica.

Consigliometro: 4


Questo testo si presenta come naturale successione al libro “How to draw” in quanto offre spunti e tecniche su come finalizzare un disegno con colori, colpi di luce, riflessioni ecc. E’ un testo rivolto principalmente agli illustratori e concept artists, ma ho scelto di acquistarlo perché presenta in modo chiaro ed estremamente visuale i vari fenomeni fisici che contribuiscono al fotorealismo e nel settore del compositing il fotorealismo, a meno di altre direttive, è l’obiettivo principale. Offre in oltre una serie di splendide illustrazioni colorate da analizzare o a cui ispirarsi e le tavole di preparazione sulla teoria di ombre/riflessioni possono essere adoperate come riferimento per assicurare che ciò che stiamo realizzando sia fisicamente plausibile. Onestamente non l’ho adoperato molto, se non appunto come riferimento in alcune situazioni, ma ho scelto di includerlo perché è un testo curato, completo e rivolto agli artisti e non ai tecnici del mestiere. Come la maggior parte dei testi ditattici americani offre la possibilità di scaricare del materiale test su cui esercitarsi.

 

Consigliometro: 4


“Digital Compositing for Film and Video” è universalmente riconosciuto come la “Bibbia del compositing”, recensito da vfx supervisor di ILM e di altre facilities blasonate. Qui si presenta in una veste aggiornata sia graficamente che nei contenuti rispetto alla terza edizione, che resta comunque un testo completo ed attualissimo. Alcuni capitoli tecnici , come ad esempio sul funzionamento delle macchine da presa, sono stati “snelliti” nella quarta edizione rispetto alla terza, mentre altri argomenti sono stati aggiunti o trattati con un diverso approccio. Il cuore di questo testo resta però inalterato e rimanda direttamente alla passione di Steve Wright per la didattica del compositing, focalizzando l’attenzione su tutti i blocchi di conoscienza che un junior comper deve poter maneggiare, dall’estrazione delle maschere, alla fusione dei pixel dei bordi, passando per varie tecniche di finitura per una resa ottimale. Oltre ai capitoli di ampio respiro, ci sono paragrafi “pratici” dedicati all’ottenimento di un determinato effetto o volti a spiegare concretamente la messa in atto di una certa tecnica. Come praticamente qualunque compositor che conosca, ho deciso di acquistare questo testo per via della sua riconosciuta validità e perché effettivamente “insegna” molto senza fare riferimento a nessun software in particolare. Ha un robustissimo indice analitico e un’appendice tecnica ironicamente chiamata “things you should know” che contiene tutte quelle informazioni non direttamente inerenti il compositing, ma che certamente lo riguardano da vicino. Il formato del testo è compatto e facilmente consultabile e per ogni capitolo è evidenziato il materiale didattico scaricabile da un apposito link.

Consigliometro: 5


C’è altro? Sicuramente sì… ad esempio questo testo oppure quest’altro , ma non si finirebbe mai e invece io vorrei concludere qui! Spero che possiate trovare qualcosa di utile tra questi suggerimenti.

Un saluto 🙂

F.

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